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martedì 8 giugno 2010

Il prof adesca le alunne su Facebook Tutta la classe davanti al magistrato.

FONTE LA STAMPA.IT

Milano, la denuncia collettiva di una scolaresca femminile:"Scriveva messaggi a luci rosse".

Un’intera classe di 23 persone dell’Istituo alberghiero Lagrange di Milano è stata convocata dal pm Tiziana Siciliana nel suo ufficio al quarto piano del Palazzo di Giustizia per testimoniare sulle “proposte” a sfondo sessuale che un professore di 40 anni faceva alle sue allieve tramite Facebook. «Sei davvero dolce, sei molto bella, mi piacerebbe metterti un bel voto», scrive il docente in uno dei messaggi acquisiti agli atti dell’inchiesta in cui è indagato per i reati di abuso d’ufficio e violenza privata. E ancora: «Non è la prima volta che un professore si innamora di una sua studentessa»; «Vorrei darti un bel voto, usciamo sabato sera».

Le ragazze, che stanno frequentando la quarta, hanno raccontato al pm che l’insegnante era arrivato come supplente di italiano e storia il 24 aprile scorso e si era immediatamente informato su quali tra loro fossero già maggiorenni. Solo verso quelle che avevano già compiuto la maggiore età era iniziato l’assedio sul social network.

Alle studentesse veniva domandata l’amicizia, la maggioranza accettava, solo poche ignoravano la richiesta. Nel frattempo, stando al racconto delle allieve, il professore aveva creato una »strana atmosfera in classe«, dove non mancava di fare, appena se ne presentava l’occasione, apprezzamenti pesanti verso le studentesse («È primavera, anch’io sono un uomo...»).

Finchè un gruppetto di loro decide di recarsi dalla preside della scuola per mostrarle le stampate dei messaggi; a quel punto la massima dirigente scolastica, molto arrabbiata, sporge denuncia in Procura. Il professore allora “consuma” la sua vendetta, inveendo contro gli allievi in classe e mettendo un “uno” in storia a tutti i ragazzi che erano andati dalla preside (ai 3-4 iniziali se ne erano poi aggiunti molti altri, anche i maschi della classe, stanchi di veder piangere le loro compagne in classe).

Con una delle sue vittime, il docente si era spinto oltre i messaggi, invitandola di persona a uscire in modo insistente, ma ottenendone un secco rifiuto. Ora il professore, la cui supplenza è durata un mese, è stato sospeso dall’incarico.


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Sesso, i giovani lo conoscono poco e male “Dottore l’omosessualità si cura?”

FONTE:REPUBBLICA.IT
L'indagine della Sapienza su oltre 10mila ragazzi iscritti all'ultimo anno delle superiori. C'è chi chiede se l'Aids esiste ancora e chi ritiene l'omosessualità una malattia. Soprattutto preoccupano i comportamenti in fatto di contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.

Poco informati, fragili, ansiosi, spesso vittime di pregiudizi. Questa è la condizione degli studenti italiani adolescenti in materia di sesso come emerge dalla ricerca "Giovani uomini e l'amore", realizzata dall'università La Sapienza di Roma nell'ambito della campagna ministeriale "Amico andrologo". Lo studio è stato realizzato su un campione di ragazzi tra i 18 e i 22 anni iscritti all'ultimo anno di licei e istituti tecnici di sei regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia) per un totale di 10.124 questionari e 3.310 visite mediche, ed ha rilevato, tra l'altro, una diffusa ignoranza in fatto di contraccezione. La ricerca è stata presentata oggi a Roma.

Il 43% dei ragazzi interpellati non ha avuto rapporti sessuali; il restante 57% l'ha fatto con in media una partner e la "prima volta" è stata a 16 anni. "In generale, i giovani non sono informati ma pensano di esserlo, hanno pregiudizi forti legati soprattutto alla mancanza di conoscenze e ricevono poche informazioni e in modo passivo", spiega Andrea Lenzi, direttore del Dipartimento di fisiopatologia medica dell'università romana. "La sessualità - aggiunge Lenzi - viene vissuta come un mordi e fuggi e i disordini non vengono sentiti come problemi".

E' l'ignoranza diffusa che porta a sottovalutare i rischi, i disturbi, le infezioni e le patologie a carico del proprio apparato genitale. Il risultato dei comportamenti (il 42,3% ha rapporti non protetti) è che il 57% del campione visitato è risultato affetto da patologie o infiammazioni genitali e/o riproduttive, mentre il 41,8 % ha, o ha avuto, disturbi che potrebbero minare il potenziale riproduttivo. Oltre la prevenzione, anche l'altra "sicurezza" è poco considerata: il 61,4% di chi ha una attività amorosa, infatti, non usa alcun metodo contraccettivo, mentre il 23,9% si affida alla pillola anticoncezionale e dunque alla scelta delle ragazze. Tra l'altro, fra i ragazzi, le preoccupazioni maggiori riguardano la contraccezione più che la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.

"I dati non sono certo rassicuranti, ma non stupiscono - spiega Lenzi - se si considera che di sesso non si parla, o meglio non se ne parla con chi ne sa: quasi sette volte su dieci se ne discute con gli amici e nel 45% dei casi qualcosa si scopre dalla tv". In questa situazione, l'ignoranza traspare dalle domande più frequenti fatte dai ragazzi e dalle loro risposte a quesiti specifici; "Qual è la misura normale del pene?", "Esiste ancora l'Aids?", "L'alcol e la droga possono aiutarmi nei rapporti sessuali?". E ancora: "L'omosessualità dipende da traumi subiti durante l'infanzia oppure è una malattia?", "Se metto il preservativo a rapporto già iniziato posso stare tranquillo che la mia ragazza non rimanga incinta?". In tema di prevenzione, alcune "certezze" sono ricorrenti, una su tutte: "Conosco la mia ragazza da tanto tempo, è del mio quartiere perché mi devo proteggere lo stesso? I preservativi sono costosi!"

La ricerca tocca anche altri aspetti dell'adoloscenza. Ad esempio, rileva che i ragazzi spendono molta energia fisica e psichica per "curare" l'appartenenza nel gruppo, ma anche per curare il proprio peso corporeo che sta diventano una vera ossessione per molti giovani uomini. Restando agli stili di vita, emerge che il 45,6% ha fumato e che il 34,8% fuma alla soglia dei 18 anni; di questi, il 75,3% lo fa quotidianamente, dichiarando 40 sigarette a settimana in media. La prima sigaretta l'ha accesa a 13 anni il 23,6%, a 14 anni il 45,7% e a 15 il 67,9%. Il 46,5%, inoltre, ha provato almeno una volta sostanze stupefacenti. Tra tutte vince la marijuana (44,6%), il popper il 13,5% (a 16 anni la prima volta), la cocaina (l'8,3%), allucinogeni il 4,9% (dai 17 anni in su), ecstasy il 3,9% (dai 16 anni), LSD e acidi il 3,4% (dai 17 anni), anfetamine il 2,9% (dai 16,9 anni in poi) ed eroina lo 0,9% (a 17 anni la prima volta).

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