Visualizzazione post con etichetta inps. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inps. Mostra tutti i post

venerdì 11 giugno 2010

Non supera i 1.000 euro il 72% delle pensioni.

FONTE:ANSA.IT
Il 45,9% è sotto i 500 euro mensili. A dirlo è un rapporto elaborato da Istat e Inps.

Il 71,9% delle pensioni nel 2008 non ha superato i 1.000 euro mensili. E' quanto emerge dal rapporto su 'trattamenti pensionistici e beneficiari' elaborato dall'Istat in collaborazione con l'Inps. Il 45,9% delle pensioni ha, infatti, importi mensili inferiori a 500 euro - precisa l'Istat - e il 26% ha importi mensili compresi tra 500 e mille euro.

Il 32,4% dei pensionati ha piu' di una pensione, comunica l'Istat nel rapporto su 'trattamenti pensionistici e beneficiari' nel 2008. In particolare, il 24,6% e' titolare di due pensioni, mentre il 7,8% almeno di tre. Chi gode di una sola pensione e', invece, il 67,6%.

30,3% PENSIONATI HA MENO DI 64 ANNI - Oltre il 30% dei pensionati (il 30,3%) ha meno di 64 anni, rileva l'Istat, precisando che a fine 2008 il 69,9% dei beneficiari dei trattamenti pensionistici ha piu' di 64 anni, mentre il 26,6% ha un'eta' compresa tra i 40 e i 64 anni e il 3,7% ha meno di 40 anni.

La spesa per le pensioni nel 2008 ha raggiunto quota 241,1 miliardi di euro, con un aumento del 3,5% rispetto al 2007. Lo comunica l'Istat, precisando che la spesa ha raggiunto il 15,38% del Pil.
La crescita, spiega l'Istat, ''e' il risultato della diversa evoluzione del numero delle pensioni e del loro importo medio: in particolare, il numero dei trattamenti pensionistici in pagamento e' aumentato dello 0,4% rispetto all'anno precedente, mentre l'importo medio delle pensioni aumenta del 3,1% rispetto al 2007''. Si notano, sempre in termini di spesa, differenze marcate tra il Nord e il resto del Paese, infatti il 50,9% della spesa si concentrata in Italia settentrionale (21,5% nel Centro, 27,6% nel Sud). Guardando ai pensionati, rileva sempre l'Istat, nel 2008 il numero dei titolari di prestazioni pensionistiche e' di quasi 16,8 milioni, dato pressoche' invariato rispetto al 2007 (+0,04%), con un numero di pensioni procapite pari a 1,4.
Sebbene la quota di donne sia pari al 53%, gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio dei trattamenti percepiti (17.137 euro rispetto agli 11.906 euro medi delle donne). Se si rapporta il numero dei pensionati agli occupati, si rilevano in Italia 70 pensionati ogni 100 occupati. Il carico relativo e' maggiore nel Mezzogiorno (79 ogni 100) mentre presenta il valore piu' contenuto nelle regioni settentrionali, (65 ogni 100).

La Commissione Ue "accoglie favorevolmente" la decisione dell'Italia di innalzare l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche dal primo gennaio 2012 e spera che le misure "possano aiutare il consolidamento delle finanze pubbliche". Lo ha detto all'ANSA il portavoce della vicepresidente della Commissione Ue, Viviane Reding, per il quale "l'Italia ha fatto esattamente quello che speravamo".
Il portavoce ha sottolineato come l'esecutivo europeo ''abbia accolto con soddisfazione la decisione del governo italiano e la sua volonta' di cooperazione con la Commissione europea''. ''Ora - ha spiegato - speriamo che le misure prese non solo risolvano i problemi per quel che riguarda l'attuazione della sentenza della Corte europea di giustizia del 2008, ma possano anche aiutare l'Italia, impegnata nella manovra di bilancio, nel consolidamento delle proprie finanze pubbliche''. Il testo della norma che innalza a 65 anni dal primo gennaio 2012 l'eta' pensionabile delle donne nel pubblico impiego e' adesso atteso a Bruxelles, per una valutazione nel dettaglio del provvedimento. Valutazione alla quale, salvo sorprese, dovrebbe seguire la decisione di chiudere la procedura di infrazione aperta un anno fa.




Ebook

giovedì 3 giugno 2010

Pensioni, la revisione delle finestre riguarda un milione di lavoratori.

FONTE CORRIERE.IT

INTERVISTA - IL NUMERO UNO DELL’INPS: COSÌ LA RIFORMA PREVIDENZIALE È COMPLETATA.
Mastrapasqua: inviate 20 milioni di lettere con la mappa dei contributi versati



Mastropasqua (Imago)ROMA— Saranno un milione i lavoratori dipendenti e autonomi che, dal 2011, subiranno un rinvio dell’assegno dell’Inps, come previsto dalla manovra. Il presidente, Mastrapasqua: ecco perché stiamo inviando ai lavoratori 20 milioni di lettere con il loro estratto conto previdenziale.
Saranno poco meno di un milione i lavoratori dipendenti e autonomi che, a partire dal 2011, subiranno un rinvio dell’assegno dell’Inps, in base al nuovo sistema «a scorrimento», imposto dalla manovra, che determinerà un risparmio di 3 miliardi entro il 2013. Un meccanismo che il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha curato personalmente e che, a suo giudizio, elimina le sperequazioni dello schema a «finestre fisse», finora adoperato, che affidava la sorte del pensionando alla sua data di nascita. «Il senso di questa manovra sta proprio nella maggiore equità che viene introdotta con strumenti, come quello dello "scorrimento", ma anche con l’inasprimento della lotta all’evasione contributiva e al fenomeno delle false invalidità».

Il presidente spiega così il nuovo meccanismo di rinvio del pensionamento che porta il nome di «lodo Mastrapasqua»: «Per i lavoratori dipendenti coinvolti, l'assegno, sia di anzianità che di vecchiaia, arriverà 12 mesi dopo il raggiungimento dei requisiti, per gli autonomi, dopo 18 mesi». In passato, con le finestre fisse, il lavoratore dipendente che maturava i requisiti nel primo semestre dell’anno, poteva andare in pensione dal primo gennaio successivo, quello che li maturava nel secondo, doveva aspettare il primo luglio dell'anno dopo. La conseguenza era che bastava essere nati il primo di luglio per avere uno slittamento doppio rispetto a chi era nato il 30 giugno. «Insomma ora la nuova finestra viene in qualche modo personalizzata». Il sistema sarà anche perequativo ma è stato pensato per poter determinare un rinvio del pensionamento più consistente rispetto al vecchio meccanismo. Un esempio? Il lavoratore dipendente che maturerà il requisito nel mese di giugno 2011, avrà la pensione con decorrenza luglio 2012, mentre con il vecchio sistema sarebbe andato in pensione nel gennaio 2012, cioè sei mesi prima.

La manovra sulle pensioni è stata completata in questi stessi giorni dal regolamento di attuazione della norma che lega l'età pensionabile all'aspettativa di vita certificata dall'Istat. In questo modo, a partire dal 2015, la spesa previdenziale comincerà a ridursi di 200 milioni l'anno. Il sistema italiano può dunque dirsi in equilibrio? «Il combinato disposto delle riforme adottate finora e delle importanti novità appena introdotte fa della normativa italiana una tra le migliori d’Europa». Non servono altre riforme? «Direi che sulle pensioni si è fatta la riforma strutturale più coraggiosa della manovra — afferma il presidente —: si tratta del miglior biglietto da visita per i mercati che devono valutare il nostro bilancio». Intanto la manovra detta una stretta sui requisiti per la pensione d’invalidità: per le associazioni che assistono le categorie coinvolte non è un buon metodo per fare emergere i falsi invalidi. «La situazione attuale è intollerabile: l’Inps vi ha già fatto fronte scovando molte situazioni irregolari. La nuova norma mi pare efficace perché introduce meccanismi di trasparenza e tempi certi, ma sono pronto a recepire suggerimenti sulla sua attuazione ».

Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nell’ultima relazione, ha acceso i riflettori sui giovani che «non possono da soli far fronte agli oneri crescenti della popolazione che invecchia». «E’ finita un’epoca — spiega Mastrapasqua —: con l’introduzione del sistema contributivo ognuno costruisce la propria vita pensionistica con la propria vita lavorativa». Non sarà facile per chi entra nel mondo del lavoro più tardi e in modo spesso precario: da qui a 30 anni, si passerà da una pensione pari al 75-80% dell’ultimo stipendio a un trattamento pari al 50-55%. «Ognuno deve prendere coscienza di quella che è la propria situazione contributiva per provvedervi: non è più possibile pensare al proprio trattamento il giorno prima di andare in pensione. Ecco perché stiamo inviando ai lavoratori 20 milioni di lettere contenenti il loro estratto conto previdenziale, cioè l’ammontare dei contributi finora accumulati». Saranno in tanti a rendersi conto della necessità della previdenza complementare, che finora però non sembra decollata: «I tempi di attuazione della riforma si sono rivelati più lunghi del previsto, forse per mancanza di informazioni sulla sua necessità, cui ora stiamo rimediando ».


Parlando ancora della manovra, colpisce la fuga di molti dirigenti pubblici che stanno chiedendo il pensionamento dopo l’introduzione della rateizzazione della buonuscita: 1.500 solo all’Inps. «Mi sembra che il fenomeno vada ridimensionandosi dopo che il tetto è stato portato a 90 mila euro». Ma se invece l’emorragia non si fermasse? «Se dovessero esserci elementi destabilizzanti, ci porremo il problema di porvi rimedio» dice Mastrapasqua, alludendo probabilmente a un’ipotesi di blocco che però non specifica. Intanto s’inasprisce la lotta all’evasione contributiva: «E’ un passaggio importante della manovra: anche l’Inps potrà avvalersi dell’aiuto dei Comuni per scovare gli evasori. E poi c’è un’accelerazione nel recupero perché, a decorrere dal gennaio 2011, la notifica di un avviso di addebito avrà valore di titolo esecutivo». Entro 90 giorni bisognerà pagare. Un ultimo accenno riguarda le casse previdenziali private, cui la manovra impone l’obbligo di acquisire un nullaosta ministeriale preventivo per gli atti di gestione del patrimonio. Lo considera un abuso? «Non mi pare—replica Mastrapasqua —: queste casse sono già sotto vigilanza. Chi non ha nulla da temere dalla vigilanza, non può temere questa nuova disposizione».



Uploaded with ImageShack.us
Ebook