giovedì 3 giugno 2010

Pensioni, la revisione delle finestre riguarda un milione di lavoratori.

FONTE CORRIERE.IT

INTERVISTA - IL NUMERO UNO DELL’INPS: COSÌ LA RIFORMA PREVIDENZIALE È COMPLETATA.
Mastrapasqua: inviate 20 milioni di lettere con la mappa dei contributi versati



Mastropasqua (Imago)ROMA— Saranno un milione i lavoratori dipendenti e autonomi che, dal 2011, subiranno un rinvio dell’assegno dell’Inps, come previsto dalla manovra. Il presidente, Mastrapasqua: ecco perché stiamo inviando ai lavoratori 20 milioni di lettere con il loro estratto conto previdenziale.
Saranno poco meno di un milione i lavoratori dipendenti e autonomi che, a partire dal 2011, subiranno un rinvio dell’assegno dell’Inps, in base al nuovo sistema «a scorrimento», imposto dalla manovra, che determinerà un risparmio di 3 miliardi entro il 2013. Un meccanismo che il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha curato personalmente e che, a suo giudizio, elimina le sperequazioni dello schema a «finestre fisse», finora adoperato, che affidava la sorte del pensionando alla sua data di nascita. «Il senso di questa manovra sta proprio nella maggiore equità che viene introdotta con strumenti, come quello dello "scorrimento", ma anche con l’inasprimento della lotta all’evasione contributiva e al fenomeno delle false invalidità».

Il presidente spiega così il nuovo meccanismo di rinvio del pensionamento che porta il nome di «lodo Mastrapasqua»: «Per i lavoratori dipendenti coinvolti, l'assegno, sia di anzianità che di vecchiaia, arriverà 12 mesi dopo il raggiungimento dei requisiti, per gli autonomi, dopo 18 mesi». In passato, con le finestre fisse, il lavoratore dipendente che maturava i requisiti nel primo semestre dell’anno, poteva andare in pensione dal primo gennaio successivo, quello che li maturava nel secondo, doveva aspettare il primo luglio dell'anno dopo. La conseguenza era che bastava essere nati il primo di luglio per avere uno slittamento doppio rispetto a chi era nato il 30 giugno. «Insomma ora la nuova finestra viene in qualche modo personalizzata». Il sistema sarà anche perequativo ma è stato pensato per poter determinare un rinvio del pensionamento più consistente rispetto al vecchio meccanismo. Un esempio? Il lavoratore dipendente che maturerà il requisito nel mese di giugno 2011, avrà la pensione con decorrenza luglio 2012, mentre con il vecchio sistema sarebbe andato in pensione nel gennaio 2012, cioè sei mesi prima.

La manovra sulle pensioni è stata completata in questi stessi giorni dal regolamento di attuazione della norma che lega l'età pensionabile all'aspettativa di vita certificata dall'Istat. In questo modo, a partire dal 2015, la spesa previdenziale comincerà a ridursi di 200 milioni l'anno. Il sistema italiano può dunque dirsi in equilibrio? «Il combinato disposto delle riforme adottate finora e delle importanti novità appena introdotte fa della normativa italiana una tra le migliori d’Europa». Non servono altre riforme? «Direi che sulle pensioni si è fatta la riforma strutturale più coraggiosa della manovra — afferma il presidente —: si tratta del miglior biglietto da visita per i mercati che devono valutare il nostro bilancio». Intanto la manovra detta una stretta sui requisiti per la pensione d’invalidità: per le associazioni che assistono le categorie coinvolte non è un buon metodo per fare emergere i falsi invalidi. «La situazione attuale è intollerabile: l’Inps vi ha già fatto fronte scovando molte situazioni irregolari. La nuova norma mi pare efficace perché introduce meccanismi di trasparenza e tempi certi, ma sono pronto a recepire suggerimenti sulla sua attuazione ».

Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nell’ultima relazione, ha acceso i riflettori sui giovani che «non possono da soli far fronte agli oneri crescenti della popolazione che invecchia». «E’ finita un’epoca — spiega Mastrapasqua —: con l’introduzione del sistema contributivo ognuno costruisce la propria vita pensionistica con la propria vita lavorativa». Non sarà facile per chi entra nel mondo del lavoro più tardi e in modo spesso precario: da qui a 30 anni, si passerà da una pensione pari al 75-80% dell’ultimo stipendio a un trattamento pari al 50-55%. «Ognuno deve prendere coscienza di quella che è la propria situazione contributiva per provvedervi: non è più possibile pensare al proprio trattamento il giorno prima di andare in pensione. Ecco perché stiamo inviando ai lavoratori 20 milioni di lettere contenenti il loro estratto conto previdenziale, cioè l’ammontare dei contributi finora accumulati». Saranno in tanti a rendersi conto della necessità della previdenza complementare, che finora però non sembra decollata: «I tempi di attuazione della riforma si sono rivelati più lunghi del previsto, forse per mancanza di informazioni sulla sua necessità, cui ora stiamo rimediando ».


Parlando ancora della manovra, colpisce la fuga di molti dirigenti pubblici che stanno chiedendo il pensionamento dopo l’introduzione della rateizzazione della buonuscita: 1.500 solo all’Inps. «Mi sembra che il fenomeno vada ridimensionandosi dopo che il tetto è stato portato a 90 mila euro». Ma se invece l’emorragia non si fermasse? «Se dovessero esserci elementi destabilizzanti, ci porremo il problema di porvi rimedio» dice Mastrapasqua, alludendo probabilmente a un’ipotesi di blocco che però non specifica. Intanto s’inasprisce la lotta all’evasione contributiva: «E’ un passaggio importante della manovra: anche l’Inps potrà avvalersi dell’aiuto dei Comuni per scovare gli evasori. E poi c’è un’accelerazione nel recupero perché, a decorrere dal gennaio 2011, la notifica di un avviso di addebito avrà valore di titolo esecutivo». Entro 90 giorni bisognerà pagare. Un ultimo accenno riguarda le casse previdenziali private, cui la manovra impone l’obbligo di acquisire un nullaosta ministeriale preventivo per gli atti di gestione del patrimonio. Lo considera un abuso? «Non mi pare—replica Mastrapasqua —: queste casse sono già sotto vigilanza. Chi non ha nulla da temere dalla vigilanza, non può temere questa nuova disposizione».



Uploaded with ImageShack.us
Ebook

Nessun commento:

Posta un commento