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domenica 20 giugno 2010

Ai 18 anni del figlio una mamma potrebbe presentare un conto di 2,1 milioni.

FONTE:LA NAZIONE.IT

E' quanto calcolato dai professionisti del settore per conto della rivista britannica Tesco. Gli esperti hanno considerato tutti i lavori e i doveri assolti da una madre verso il figlio convertendoli in denaro.

Chissà quante volte se lo sono chiesto le mamme, anche solo per curiosità. Cucinano, puliscono ed educano, tutto gratuitamente. Se invece volessero farsi pagare per i loro servizi, le mamme ‘multitasking’ potrebbero chiedere ai loro figli fino a 2,1 milioni di euro per averli tirati su. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dai professionisti del settore per conto della rivista britannica Tesco, dell’omonima catena di supermercati, e riportata oggi dal Daily Mail.


Agli studiosi è stato chiesto di tenere in considerazione, nei loro calcoli, tutti i lavori e i doveri assolti da una madre verso il figlio fino al compimento del diciottesimo compleanno.


Calcolando il tempo speso per ogni servizio e convertendolo in moneta sonante in linea con il salario medio di un professionista del settore, gli studiosi sono arrivati alla somma di 1.424.504 sterline (2.112.253 milioni di euro).


La direttrice della rivista, Maureen Rice, ha dichiarato: “Sono anch’io una mamma, ma sono rimasta lo stesso sorpresa dal costo del lavoro di una mamma. Lo facciamo per amore, ma spero che milioni di mamme possano almeno provare un senso di orgoglio e di apprezzamento nel vedere questa cifra”.


giovedì 10 giugno 2010

La lotteria del tempo pieno.

FONTE:LA STAMPA.IT
Test, grauatorie e punteggi per scegliere i fortunati vincitori del posto nelle classi a 40 ore. Duecentomila i bambini esclusi.
Benvenuti alla lotteria del tempo pieno. Partecipano in duecentomila, secondo calcoli dei sindacati. Sono i bambini italiani che hanno provato ad iscriversi alle classi di 40 ore e che ora, a giugno, all’improvviso hanno scoperto che quelle classi non ci sono e che le scuole dove si erano preparati ad andare dovranno scegliere tra loro e decine di altri bambini chi vincerà l’ambito premio.

Accade anche questo nell’Italia delle scuole ormai. A Milano una scuola primaria ha 33 iscrizioni per il tempo pieno e 10 per il tempo normale. Per il momento sono state autorizzate una classe a tempo pieno e una a tempo normale. Il Consiglio di istituto ha deciso di formare la classe a tempo pieno con 25 alunni, il massimo consentito dalle norme per la sicurezza, e quella a tempo normale con i restanti 18. Sembra un problema da scuola primaria, appunto, ma ora 8 dei bambini del tempo pieno dovranno accontentarsi del tempo normale. Chi?

Il consiglio di istituto ha affidato a tutti i genitori una tabella da compilare in modo da assegnare un punteggio a ciascun bambino e stilare poi la graduatoria. Nella tabella sono contenuti i criteri «variabili di valenza sociale». Si va dai 10 punti degli alunni con certificazioni disabili o invalidità a 5 punti per le famiglie con un solo genitore, e via scendendo fino a 2 punti pe run fratello o una sorella che frequentano lo stesso istituto o 1 punto soltanto assegnato all’alunno che «appartiene al bacino di utenza», o agli altri figli fino ai 14 anni. A parità di punteggio ha precedenza il bambino più anziano.

E’ una lotteria, davvero. Sembra anche un po’ buffa a pensarci bene. Invece è tutto regolare. Il comma 3 dell'articolo 10 del Dpr 81 del 2009 prevede proprio questo, che in caso di difficoltà l’ultima parola spetti ai consigli di istituto. E’ compito loro indicare «i criteri di ammissione». E ognuni scuola è libera di scegliere quelli che ritiene più giusti.

E dunque stamattina, dall’altra parte dell’Italia, a dimostrare che il paese è unito almeno nei problemi, accadrà qualcosa del genere. Settantotto genitori andranno davanti al preside dell’Istituto Parini per capire quale sarà il loro destino. Il preside si chiama Giuseppe Adernò e non sa davvero come risolvere il rebus. Ha 78 iscrizioni e pochi giorni fa l’ufficio solastico gli ha comunicato di aver autorizzato una sola classe a tempo pieno, una in meno dell’anno scorso. «In venticinque potranno iscriversi, ma come fare a sceglierli? Se il ministro Gelmini volesse occuparsene saremmo lieti di ospitarla a Catania e offrirle anche una granita».

Il ministro non andrà a Catania. Domani in qualche direzione centrale del ministero il problema verrà posto e si tenterà di trovare una soluzione. Nel frattempo il preside stamattina spiegherà ai genitori che la scelta andrà effettuata su criteri di necessità. E sa bene che non sarà facile. «Quasi tutti lavoriamo - spiega Silvia Strano, mamma di una delle bambine iscritte al tempo pieno che non si sa se ci sarà - E abbiamo fatto molta fatica per ottenere questi lavori, perché dovremmo lasciarli ora?».

Il problema ulteriore è che i giochi sono ormai fatti. «La legge non permette di iscriversi a più scuole contemporaneamente - spiega Silvia Strano - e quindi se non dovessero permetterci di iscriverci in questo istituto dove andremmo? Resta solo la possibilità delle private ma anche lì le classi sono in gran parte formate e fra noi ci sono oltre cinquanta bambini in più a dover trovare un posto altrove».



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