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martedì 22 giugno 2010

Scovati redditi non dichiarati al fisco per 22,2 miliardi di euro.

FONTE: LASTAMPA.IT

Vale quasi quanto la manovra biennale varata dal governo, la somma dei redditi non dichiarati al fisco scoperta dalla Guardia di finanza in soli 5 mesi. La cifra, da capogiro, ammonta a 22,2 miliardi di euro. Ad essa bisogna aggiungere omessi versamenti Iva per 3,1 miliardi. E bisogna tener conto che 7,9 miliardi di euro sono sfuggiti al fisco, occultati dai 3.790 evasori totali; e altri 4,3 miliardi sono frutto di evasione internazionale, messa in atto attraverso l’esportazione di capitali in paradisi fiscali e trasferimenti fittizi di residenza di società e persone fisiche. Il tutto tra gennaio e maggio 2010.

Le Fiamme gialle hanno reso noto il bilancio dell’attività svolta nei primi cinque mesi di quest’anno in occasione dell’anniversario per il 236ø dalla fondazione del Corpo. Le celebrazioni si svolgeranno stasera a Roma, allo stadio dei Marmi. Un appuntamento che quest’anno coincide con il cambio al vertice ed il passaggio di consegne tra Cosimo D’Arrigo e Nino Di Paolo: il primo, generale di Corpo d’armata proveniente dall’Esercito, il secondo, pari grado, ma proveniente dalle file della Gdf. Con lui per la prima volta il comando della Guardia di Finanza sarà affidato a una ’divisa grigià anzichè da un ’esternò. Una svolta importante, che discende da una recente legge approvata dal Parlamento e rappresenta un riconoscimento della specificità dei compiti attribuiti alle Fiamme gialle. La lotta all’evasione fiscale resta il principale obiettivo dell’attività della Guardia di finanza. Gli oltre 22 miliardi sfuggiti a tassazione scoperti nei primi 5 mesi dell’anno rappresentano quasi il doppio dell’evasione accertata nello stesso periodo 2009 (13,7 miliardi) e circa i due terzi di quella riscontrata tutto lo scorso anno (33,6 miliardi). Dei quasi 4 mila evasori totali, che non avevano mai presentato la denuncia dei redditi, 1.390 sono stati denunciati per la gravità della loro condotta.

Sul fronte del ’sommersò, tra gennaio e maggio le Fiamme gialle hanno identificato 12.927 lavoratori irregolari, di cui 8.937 completamente in nero, impiegati da 3.477 datori di lavoro. E hanno accertato un’evasione Iva da 1,4 miliardi solo dalle cosiddette frodi «carosello», quelle, cioè, messe in atto tramite imprese «cartiere», costituite solo per far girare fatture false, che acquistano merci da altri Paesi comunitari e da San Marino in sospensione d’Iva, le rivendono applicando l’imposta e poi omettono di versare le somme all’erario, svanendo nel nulla.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, i beni sequestrati alle ’mafiè ammontano a 1,2 miliardi, mentre i soggetti denunciati per riciclaggio di denaro sono stati 382 per 328 milioni di euro. Per quanto riguarda il traffico di droga, sono state sequestrate 6 tonnellate di sostanze stupefacenti e denunciate 3.500 persone, 1.400 delle quali sono state arrestate.

Altro terreno di intensa attività, quello della contraffazione, che nei primi 5 mesi del 2010 ha visto la Gdf sequestrare 48 milioni di pezzi, tra prodotti del comparto della moda (28 milioni) e articoli pericolosi, con l’arresto di 92 persone per associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione.


giovedì 20 maggio 2010

Capirossi, multa di 2 milioni per evasione fiscale.

FONTE:ILGIORNALE.IT

Confermata, dalla Cassazione, la supermulta fiscale nei confronti del campione di motociclismo Loris Capirossi multato con più di 2 milioni di euro di sanzione. Senza successo, infatti, il centauro romagnolo ha fatto ricorso alla Suprema Corte contro l’avviso di accertamento fiscale inoltratogli dalla Commissione tributaria provinciale di Ravenna nel 2001 per aver falsamente trasferito la sua residenza a Montecarlo mentre, la Guardia di Finanza, aveva accertato che il campione continuava a vivere nella sua villa di Riolo Terme. Al fisco italiano Capirossi aveva nascosto redditi per oltre 2 milioni di euro evadendo anche il contributo al Servizio sanitario nazionale.

Una società olandese Inoltre dagli accertamenti fiscali è emerso che Capirossi nascondeva i suoi redditi anche attraverso una società olandese, alla quale aveva ceduto i diritti di sfruttamento della sua immagine di campione, e che in realtà era direttamente riconducibile alla sua titolarità. In pratica dietro la società c’era lo stesso Capirossi. Con la sentenza 12259 - depositata oggi - la Cassazione ha convalidato la maxi multa emessa, in secondo grado, dalla commissione tributaria regionale di Bologna nel marzo 2005. Oltre alla fittizia residenza a Montecarlo, acquisita nel 1994, a Capirossi sono contestati una serie di illeciti tributari sia per quanto riguarda l’evasione dell’Iva sia quella delle imposte dirette per gli anni 1995-1998. Il campione di motociclismo si è difeso, innanzi ai supremi giudici, sostenendo tra l’altro di essere effettivamente residente a Montecarlo e adducendo, a prova di ciò, pagamenti con carta di credito effettuati da sua madre per conto del figlio. A incastrare Capirossi anche la circostanza che da uno dei suoi cinque conti bancari presso la Banca di credito cooperativo di Castelbolognese era stata versata la quota dell’Ici per la villa di Riolo Terme. Capirossi dovrà anche pagare 25.000 euro per le spese processuali del giudizio di Cassazione.



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mercoledì 19 maggio 2010

Il "redditometro" cambia veste: entrano case, crociere e minicar.

FONTE:LASTAMPA.IT

Le nuove "spie" contro l'evasione
ROMA
Il Fisco affila le armi del redditometro. Ne aggiorna i parametri mandando in soffitta le roulotte ma introducendo tra le spese da monitorare l’acquisto di minicar, le iscrizioni a scuole esclusive e gli esborsi per viaggi, dalle crociere al safari.

La nuova versione del redditometro - ed è questa forse la novità maggiore - guarderà alla composizione del nucleo familiare e terrà conto delle diversità territoriali, non solo tra Nord e Sud ma anche tra città metropolitane e piccoli paesi: perchè un conto è vivere in affitto a Milano, altra cosa è farlo appunto in un piccolo borgo. Per ora il nuovo redditometro è un «ipotesi» messa al confronto con le categorie. Altri cambiamenti potranno essere introdotti, come valutazione più attenta degli aspetti delle famiglie di fatto. Ma certo la strada intrapresa è chiara.

L’Agenzia delle Entrate dichiara guerra all’evasione e, fa sapere, ha strumenti efficaci al suo fianco. Solo guardando alle auto di potente cilindrata acquistate nel 2007, ha scovato 97mila contribuenti che hanno speso il doppio di quanto guadagnano in un anno: il 15% sono dipendenti, il 25% imprenditori, il 48% lavoratori autonomi. Come dire, contribuente avvisato mezzo salvato: anche perchè uno degli effetti che si vuole raggiungere è proprio quello della deterrenza che spinge i contribuenti a dichiarare il giusto. Per mettere a punto questo nuovo strumento di accertamento sintetico del reddito, l’Agenzia delle Entrate è partita da una selezione di un campione di più di 800 mila famiglie che sono state suddivise in gruppi omogenei, per ora basati sulle stesse classi Istat (i single sotto i 35 anni, le coppie con un figlio, ecc.).

La novità più appariscente riguarda comunque gli indicatori utilizzati. Il Parlamento aveva chiesto di cambiare passo, di aggiornare uno strumento oramai datato. Ed ecco che, per risalire al reddito, si guarderà al possesso di case, alle spese per l’affitto, ai consumi per energia, gas, mutuo ma anche alle spese per la ristrutturazione (tutti dati che il fisco possiede già). Ci sono poi i mezzi di trasporto: alle auto e ai natanti si affiancano anche i motocicli e le mini-car, nonchè gli acquisti in leasing. Dai primi controlli, ad esempio, è emerso che sono molti a pagare rate di leasing superiori a quanto dichiarato. Il fisco utilizzerà comunque anche altri dati, relativi al tempo libero: le spese di viaggio, l’iscrizione a centri ippici e centri benessere, l’associazione a circoli esclusivi e gli acquisti presso case d’asta. Si guarderà anche all’iscrizione a scuole private, ma solo a quelle particolarmente costose.

Tutti i dati utilizzati riguardano importi certi, niente stime e l’accertamento scatterà solo quando ci sarà una discrepanza di rilievo tra quanto speso e quanto dichiarato. Arriverà allora l’avviso del fisco e, ovviamente, il contribuente o si adegua o dovrà dimostrare di avere altre fonti di reddito (come vincite alle lotterie o eredità). I commercialisti hanno comunque chiesto di «riequilibrare» la possibilità di difesa dei contribuenti, consentendo ad esempio di considerare il caso in cui acquisti o spese sono state fatte da parenti vicini, oppure valutando, al posto della famiglia tradizionale, quella composta da coppie di fatto, magari conviventi e con figli. L’altro nodo riguarda poi il rapporto con gli studi di settori. Non a caso alcune categorie, come la Cna, hanno detto chiaramente che per i controlli sui propri associati, lo strumento più affidabile è proprio quello degli studi.

domenica 16 maggio 2010

Atene, i ricchi ridono!!!

FONTE/espresso.repubblica.it

Mentre il governo chiede sacrifici ai lavoratori e ai pensionati, i ceti benestanti greci restano al riparo dalla crisi. Anche perché pochissimi pagano regolarmente le tasse.


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Nel quartiere chic di Kolonaki il ritmo della vita non è cambiato molto in questi giorni. I negozi sono sempre scintillanti, i caffè all'aperto adornati da signore con i capelli fin troppo in ordine e le unghie smaltate. Della crisi che attanaglia la Grecia non c'è traccia.

Al ristorante Pritanion, un luogo di ritrovo molto amato dall'alta borghesia ateniese, quattro signore alternano le chiacchiere ad un sorso di ouzo e un tiro di sigaretta. Sembrano appena uscite da una versione attempata di "Sex and the City". «Le misure economiche che il governo ha varato erano l'unica soluzione possibile, non esiste un piano B», spiega Anthi Leggera, un'imprenditrice tessile: «Il problema è stata la classe politica del passato e ora ci rendiamo conto che i prossimi due anni saranno difficili per il paese». E poi aggiunge: «Ma la mia azienda non è toccata dalla crisi. Per noi è business come sempre perché siamo legati al mercato europeo, non a quello greco».

Melpo Kosti, un'attrice di media fama, dai capelli bruni e il sorriso malizioso, interviene velocemente: «Questa crisi ci offre la possibilità di riconsiderare tante cose e di trovare un altro modo per creare ricchezza». «Sì, ma intanto la situazione sarà pessima per almeno 5 anni se non dieci», la interrompe Elizabeth Zacharini, la più pragmatica delle quattro, i lunghi capelli castani sparsi sulle spalle. Lei che ha un'agenzia immobiliare, la City Realtors, ha visto scendere i prezzi di mercato da gennaio, e si aspetta un tonfo ulteriore nei prossimi mesi: «Comunque noi greci non cambieremo mentalità così facilmente, non credo che qui cambierà mai davvero niente».

Christina Iakovidou, forse il dentista più celebre del paese con tutte le apparizioni in televisione, gli interventi per radio e la classe dei super ricchi come clienti, è serena: «Oh...io non ho problemi... le donne continueranno a prendersi molta cura di se stesse: ho sempre così tanto lavoro che sono presa persino nei week end». E aggiunge: «Ha proposito glielo dica a Berlusconi che mi offro di aggiustare il suo dente, quello che è stato rovinato a Natale. Lo scriva». Sorride: lunghi capelli biondi su pelle chiara.


Kolonaki è un quartiere notorio per ospitare i maggiori evasori fiscali del Paese. «Per me è diverso», interviene subito Iakovidou: «Ho studiato negli Stati Uniti e ho un'altra mentalità, e poi sono una persona famosa, e non posso permettermi di evadere il fisco. Lo scorso anno ho pagato ben 50 mila euro di tasse». Ma qui non sono tanti i liberi professionisti che versano le imposte. Tutte le tasse. Soltanto due mesi fa, quando la guardia di finanza ha osato mettervi piede, ha trovato decine di dentisti che dichiaravano duemila euro l'anno e giravano in Porche Cayenne, l'auto favorita dai nuovi ricchi. Le nuove misure economiche non toccano l'evasione fiscale, uno dei problemi più difficile da risolvere.

Ma il presidente del Repubblica ha appena dichiarato che questo crimine dovrebbe diventare il più severamente punito. La gente stenta a crederci. Però approva una delle manovre inserite nel piano di ristrutturazione economica: per non pagare le tasse sui secondi seimila euro di reddito occorre giustificarne la spesa tramite scontrino fiscale. Non valgono le ricevute d'affitto e quelle per le bollette. L'idea è costringere il popolo a chiedere la ricevuta non solo a tutti i negozianti, ma anche a dentisti, avvocati, geometri e notai. Un'abitudine in disuso. Al punto che nei negozi di oggetti per la casa, accanto alle bottiglie dell'olio e dell'aceto, adesso fanno capolino anche scatoline colorate, in ceramica o in plastica, con la scritta: ricevute.

E se il governo non ha toccato l'ammontare delle tariffe minime, ha però promesso di scardinare i settori delle libere professioni ed "aprirli al mercato e cambiarne le regole di accesso". I più giovani, soprattutto i figli della classe lavoratrice, ci sperano davvero.

Il sole è meno caldo ora. Anthi si copre le spalel già abbronzate. Nikos Iliopolos, il proprietario del ristorante, si avvicina al quartetto. Offre un bicchiere a tutte, e poi dice la sua: «Dobbiamo essere contro la povertà, non contro la ricchezza. E se avessimo ridotto le spese militari anziché le pensioni avremmo fatto molto meglio».