mercoledì 31 ottobre 2012
Quando lo smartphone invita a fumare oltre 100 app promuovono le "bionde"
FONTE: REPUBBLICA.it
L'Università di Sydney ha individuato molti programmi tra quelli disponibili negli store digitali che potrebbero indurre al consumo di tabacco. Alcuni addirittura camuffati da aiuto per smettere. E dietro potrebbe esserci la mano dell'industria del fumo.
SIGARETTE nelle applicazioni per smartphone, ultima frontiera per il marketing delle "bionde", più o meno palese. La pubblicità al fumo, diretta o meno, può arrivare anche così, e raggiungere un pubblico di tutte le età. Se n'è accorta l'Università di Sydney, Australia, cercando negli "app store" delle varie piattaforme e scovando un centinaio di applicazioni che in qualche modo rimandano alle sigarette e al concetto di fumo.
Quello delle app sembra un terreno fertile per divulgare l'immaginario delle sigarette e così, accanto ad applicazioni anche utili per riferimento, come "Cigarettes", un database di tutte le marche con vari dati associati, il rischio di imbattersi in promozione occulta del fumo effettivamente c'è. Alla faccia delle regole sulla pubblicità che l'industria dei produttori di tabacco è tenuta a rispettare.
Durante la ricerca, a Sydney si sono anche imbattuti in applicazioni che sulla carta vengono descritte come un "aiuto per smettere di fumare", ma che poi si sono rivelate pro-fumo. E naturalmente non mancano programmi che mostrano marche di sigarette e mappe aggiornate dei punti di vendita dei prodotti legati al tabacco.
Ovviamente, non tutto ciò che in qualche modo appare come un agente promozionale proviene dall'industria delle sigarette. Tra gli sviluppatori delle applicazioni possono di certo esserci estimatori del fumo che desiderano soltanto fornire un servizio utile ad altri estimatori, magari guadagnando qualcosa.
Ma secondo i ricercatori, alcune delle app in esame potrebbero nascondere la mano di "Big Tobacco", specificamente quelle che risultano sviluppate da persone singole che si identificano con un nom de plume e non con una denominazione aziendale su cui sarebbe possibile fare ricerche. Il settimanale americano Time ha qundi individuato cinque app tra quelle rintracciabili nello studio particolarmente raffinate.
Tra queste, spicca MyAshtray per iOS, un vero e proprio "simulatore di fumo" in cui l'utente tocca lo schermo per far cadere la cenere nel portacenere. Secondo gli sviluppatori, "ciccare" virtualmente potrebbe aiutare a tenersi lontani dal fumo vero, ma i ricercatori sostengono che per questa teoria non c'è conferma scientifica. C'è iRolling Cigarettes in cui l'utente può arrotolare tabacco nella cartina virtuale, e la già citata Cigarettes per Android è un archivio dettagliatissimo delle bionde nel mondo, Puff Puff Pass per iPhone è un giochino in cui vince chi passa la sigaretta alla personaggio giusto indicata dal gioco, mentre sono già in 50 mila ad aver scaricato Cigarette Battery Widget per Android, in cui il livello della batteria del telefono viene indicato dal consumarsi di una sigaretta, a continua memoria della loro esistenza.
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