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domenica 13 giugno 2010

Ecco i super-stipendi Rai 1.500 euro per Travaglio.

FONTE:LIBERO.IT
Mentre il CdM approva la riduzione del costo del lavoro per collaborazioni esterne e dipendenti di viale Mazzini, l'Espresso pubblica le buste paga (da capogiro) dell'azienda. Con qualche eccezione.

Tenetevi forte: Del Noce, 400mila euro l'anno, Monica Setta 200mila euro, Giovanni Floris 450mila euro, Carlo Conti 1,3 milioni di euro, Fabio Fazio 2 milioni di euro, Serena Dandini 700mila euro, Massimo Giletti 350mila euro, Pippo Baudo 900mila euro, Bruno Vespa - che è esterno - 1,2 milioni di euro, Osvaldo Bevilacqua (mister "Sereno variabile") 250mila euro l'anno. Il principe Emanuele Filiberto, invece, viene pagato ad apparizione, percependo circa 20mila euro lordi ogni puntata. E Milena Gabanelli? Con i suoi 150mila euro l'anno, a volte 180, è la giornalista meno pagata nella lista di stipendi eccellenti Rai - forse con la sola eccezione di Marco Travaglio, che a Otto e mezzo ha confessato di prendere 1.500 euro lordi a puntata di Annozero - pubblicata da L'Espresso, che avrebbe ricevuto la "soffiata" da fonti interne all'azienda.


La bomba esplode proprio all'indomani del provvedimento - caldeggiato per primo da Renato Brunetta - secondo il quale nei titoli di coda di tutti i principali programmi e dei telegiornali dovrebbero scorrere i compensi dei conduttori, degli ospiti e degli opinionisti. Colpi incrociati sulla Rai: il settimanale pubblica i compensi d'oro delle star di viale Mazzini, e intanto il Consiglio dei Ministri dà il via libera a un emendamento - a firma Roberto Calderoli e Umberto Bossi - che prevede tagli agli stipendi dei dirigenti dell'azienda (per chi percepisce un compenso che va dai 90mila ai 150mila euro il taglio è del 5%, sopra quella cifra il taglio raggiunge il 10%).

Se ne era già parlato nell'ottobre scorso (a fare i conti in tasca alle star della Rai in quell'occasione era stata La Stampa) e già allora saltava all'occhio e strideva la contrapposizione tra crisi mondiale - ma anche profondo rosso nei conti di viale Mazzini - e stipendi d'oro, da quello di Milly Carlucci (1,5 milioni), a quello della Ventura (1,8 milioni), a quello di Santoro (700mila).

Si aprirà ora una nuova era di trasparenza e di austerity? Non ne è convinto Aldo Grasso, che sul Corriere commenta l'idea dello stipendio pubblico nei titoli di coda: «Apparentemente il provvedimento sembra rispondere ai requisiti di trasparenza, tante volte auspicati dal ministro Renato Brunetta. Sarà, ma provvedimenti del genere sono i classici tacconi peggio del buco, capaci di generare effetti perversi a non finire».



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sabato 22 maggio 2010

La Busi: «Rinuncio a condurre il Tg1»

Lettera affissa sulla bacheca della redazione: «Non mi riconosco più nella testata». Minzolini: «Non condivido»

Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1. Lo scrive lei stessa in una lettera (LEGGI IL TESTO) che ha affisso nella bacheca della redazione. Tre cartelle e mezzo per spiegare le motivazioni della sua decisione. Uno dei volti più celebri dell'edizione serale del telegiornale di Rai1 afferma di non riconoscersi più nella testata, e dichiara che se un giornalista ha come unico strumento per difendere le sue prerogative professionali quello di togliere la propria firma, un conduttore può solo togliere la sua faccia. Così ha deciso di fare lei, abbandonando la conduzione del Tg1 delle 20.
LO SCONTRO - La decisione della Busi arriva dopo una serie di scontri con il direttore della testata Augusto Minzolini. Un dissidio aperto da tempo, soprattutto da quando la giornalista, inviata all'Aquila il 21 febbraio (nelle ore della protesta delle carriole) e contestata sul posto al grido di «Tg1 scodinzolini», commentò: «Non posso rispondere dell’informazione in generale che il Tg1 ha dato in questi dieci mesi di terremoto».

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