L’economia cinese è arrivata ad un punto di svolta. 32 anni dopo le riforme di Deng Xiaoping, anche dal punto di vista dei diritti dei lavoratori la Repubblica popolare inizia a fare qualche passo avanti. Le comunità di operai sfruttate dal sistema protestano, scioperano, e il Paese si rende conto di dover fare qualcosa. Anche il premier Wen Jiabao ha sottolineato ‘la necessità di prendersi cura degli operai migranti, di proteggerli e rispettarli, soprattutto se giovani’. Del resto, il governo vuole evitare che la catena di suicidi che ha sconvolto lo stabilimento Foxconn di Shenzhen possa riprodursi altrove. Così, per paura di proteste e pressioni dall’estero, i datori di lavoro aumentano i salari degli operai e offrono loro maggiori garanzie. C’è da sperare che questa evoluzione possa portare, senza causare ulteriori vittime, a una trasformazione radicale dell’attuale sistema di precariato sociale.
sabato 19 giugno 2010
Scioperi in Cina: tutto il Paese è dalla parte degli operai.
FONTE:PANORAMA.IT
L’economia cinese è arrivata ad un punto di svolta. 32 anni dopo le riforme di Deng Xiaoping, anche dal punto di vista dei diritti dei lavoratori la Repubblica popolare inizia a fare qualche passo avanti. Le comunità di operai sfruttate dal sistema protestano, scioperano, e il Paese si rende conto di dover fare qualcosa. Anche il premier Wen Jiabao ha sottolineato ‘la necessità di prendersi cura degli operai migranti, di proteggerli e rispettarli, soprattutto se giovani’. Del resto, il governo vuole evitare che la catena di suicidi che ha sconvolto lo stabilimento Foxconn di Shenzhen possa riprodursi altrove. Così, per paura di proteste e pressioni dall’estero, i datori di lavoro aumentano i salari degli operai e offrono loro maggiori garanzie. C’è da sperare che questa evoluzione possa portare, senza causare ulteriori vittime, a una trasformazione radicale dell’attuale sistema di precariato sociale.

L’economia cinese è arrivata ad un punto di svolta. 32 anni dopo le riforme di Deng Xiaoping, anche dal punto di vista dei diritti dei lavoratori la Repubblica popolare inizia a fare qualche passo avanti. Le comunità di operai sfruttate dal sistema protestano, scioperano, e il Paese si rende conto di dover fare qualcosa. Anche il premier Wen Jiabao ha sottolineato ‘la necessità di prendersi cura degli operai migranti, di proteggerli e rispettarli, soprattutto se giovani’. Del resto, il governo vuole evitare che la catena di suicidi che ha sconvolto lo stabilimento Foxconn di Shenzhen possa riprodursi altrove. Così, per paura di proteste e pressioni dall’estero, i datori di lavoro aumentano i salari degli operai e offrono loro maggiori garanzie. C’è da sperare che questa evoluzione possa portare, senza causare ulteriori vittime, a una trasformazione radicale dell’attuale sistema di precariato sociale.
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