domenica 16 maggio 2010

Tutto in prestito: un’idea verde in tempo di crisi.

FONTE: PANORAMA.IT


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Il trapano del vicino non costa niente (Foto: Flickr)

Ho finalmente riposto sullo scaffale più alto della dispensa la macchina per l’aerosol. Durante tutto l’inverno l’avrò usata sì e no tre volte, e adesso ho un catafalco che mi occupa un sacco di posto e prenderà polvere per i prossimi sei mesi. Un tempo aggeggi del genere si noleggiavano, oggi uno li compra senza starci troppo a pensare, a parte quando deve trovargli una collocazione. Ma forse tutto questo sta finalmente cambiando.

In tempo di crisi economica e allarme ambientale si sta facendo largo una nuova consapevolezza: non bisogna per forza possedere tutto, è meglio poter noleggiare quel che ci serve per il tempo necessario. Un modello di business in crescita, basta pensare ai vari servizi di car sharing e bike sharing attivi nelle nostre città, che può funzionare, coadiuvato da internet, anche tra privati. La Rete dà impulso a una tendenza interessante: il passaggio dal possesso di un bene all’uso di un servizio.

Lo dimostra il successo del sito americano Rentalic, che con lo slogan “Quello che è mio è tuo”, unisce domanda e offerta di prodotti che privati cittadini noleggiano da chi vive nei paraggi a cifre modiche per periodi brevi. Con un tornaconto per tutti: chi guadagna qualche soldo e chi risparmia sull’acquisto di un bene che tanto userà solo per poco.

Un altro sistema per evitare di comprare è conoscere abbastanza persone che possiedono cose che possono servirci. Se ognuno le mettesse a disposizione sarebbe come avere il contenuto di un grande magazzino sempre a portata di mano. Per quel che mi riguarda, oltre al voluminoso aerosol, ho un trapano che non uso mai, una centrifuga che utilizzo solo quando mi ricordo di averla e così via. E poi quintali di libri, cd e dvd da cui non voglio separarmi ma che sarei felice di prestare a qualcuno a cui potessero interessare (e che mi facesse spulciare i suoi a caccia di tesori nascosti).

Questo è proprio il senso di Thingloop, un nuovo social network, online dallo scorso marzo, che ha l’obiettivo di aiutare gli iscritti a mettere in mostra le proprie cose e vedere quelle degli altri, per organizzare proficui scambi a impatto zero e senza spese. Vale per il neonato Thingloop ciò che vale per tutte le iniziative di questo tipo: per funzionare hanno bisogno di molti iscritti, altrimenti lo scambio diventa difficile. Ma infondo anche Craiglist era nato come un sito amatoriale e ora è una multinazionale degli annunci online, e lo stesso Facebook che cos’era all’inizio se non il passatempo di uno studentello?

In Italia sono attivi da anni i mercatini del baratto, che consentono di scambiare oggetti che non si usano più con altri che invece servono. E ci sono anche piattaforme online nostrane per lo scambio e il prestito gratuito come Zerorelativo. Per chi invece sta sbaraccando casa, desidera liberarsi di oggetti ancora funzionanti e non vuole buttarli via, c’è Freecycle. Il network, presente in tutto il mondo, con gruppi anche in diverse città italiane, consente di riciclare di tutto passandolo a chi ne ha bisogno: il bello è che verranno a prendersi la vostra roba a casa vostra.

Le opzioni per risparmiare, o non spendere affatto, e inquinare meno, come vedete sono parecchie. Per coloro che proprio non si rassegnano a dare via gratis ciò che un tempo è costato dei soldi, naturalmente c’è sempre eBay.

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